6 Gennaio 2023
È noto che la situazione epidemiologica in Cina è nuovamente allarmante, con contagi alle stelle e migliaia di morti e nuovi positivi ogni giorno. Alla luce di ciò il Governo italiano ha deciso di intervenire preventivamente e, per questo motivo, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, con l’Ordinanza del 28 dicembre 2022 ha disposto l’obbligatorietà fino al 31 gennaio 2023 del tampone antigenico Covid-19, e, in caso di positività, l’esecuzione di test molecolari per il relativo sequenziamento del virus, per tutti coloro che arrivano dalla Cina e transitano in Italia.
L’Ordinanza è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2022 e resta in vigore fino al 31 gennaio 2023.
L’Italia si auspica così di sequenziare il virus e tenere sotto controllo la sua diffusione nel paese, con lo scopo di individuare eventuali nuove varianti del virus e scoprire se queste siano o meno le stesse già presenti sul nostro territorio.
Cosa dice l’ordinanza sul tampone anti-Covid
Nello specifico, l’Ordinanza prevede:
- l’obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco, e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare, o, nelle 48 ore antecedenti, ad un test antigenico effettuati attraverso un tampone con risultato negativo
- l’obbligo di sottoporsi ad un test antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, o, qualora ciò non fosse possibile, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento
- l’obbligo, in caso di esito positivo del test antigenico, di sottoporsi immediatamente ad un test molecolare ai fini del successivo sequenziamento, e ad isolamento fiduciario nel rispetto della normativa vigente (isolamento che terminerà dopo tampone negativo)
- l’obbligo di effettuare un ulteriore test antigenico o molecolare con esito negativo per porre termine al periodo di isolamento.
L’Ordinanza specifica che, a condizione che non insorgano sintomi, le disposizioni non si applicano a:
- minori di 6 anni
- membri dell’equipaggio e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto di persone e merci
- funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali
- agenti diplomatici
- personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche
- funzionari e agli impiegati consolari
- personale militare, compreso quello in rientro dalle missioni internazionali
- Forze di Polizia
- personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei Vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni.
Il Ministro ha annunciato anche di aver inviato una lettera all’UE chiedendo che tutti i Paesi membri adottino la misura dell’obbligatorietà dei tamponi per chi arriva dalla Cina.
Situazione in UE
La situazione che si sta verificando in Cina ha spinto la Commissione Europea a convocare il Comitato per la sicurezza sanitaria per discutere possibili misure per un approccio coordinato a livello UE. Misure di contenimento sono state applicate anche all’estero, come in Giappone e USA, per contenere i contagi provenienti dalla Cina.
L’UE infatti ha scelto la strada della cautela, nonostante la rabbia di Pechino (che, tuttavia, ha utilizzato finora la stessa politica rigida nei confronti degli stranieri che entravano in territorio cinese), e ha annunciato che gli Stati membri dell’UE sono fortemente propensi a introdurre il requisito di un test negativo fatto 48 ore prima della partenza per tutti coloro che arrivano dalla Cina. Questa scelta punta ad evitare che la nuova ondata che sta colpendo la Cina possa diffondersi anche in Europa.
L’Unione va così verso l’obbligo di tampone negativo entro 48 ore dalla partenza e di un altro all’arrivo in uno dei Paesi membri se si arriva dalla Cina. Scatteranno poi altre misure di contenimento e monitoraggio, come l’analisi con sequenziamento delle acque reflue dei voli (per individuare eventuali nuove varianti), la raccomandazione di indossare la mascherina a bordo dei voli dalla Cina, e altri test a campione sui viaggiatori.
L’Organizzazione mondiale della sanità supporta queste misure. Secondo l’OMS, infatti, le statistiche ufficiali cinesi sono al ribasso. Il timore principale dell’Europa è l’insorgenza di nuove varianti in Cina e la loro diffusione nel mondo, con una possibile e conseguente ricaduta (in che misura non si sa) sui vaccini. Il Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (Ecdc) ha comunque affermato che le varianti che circolano in Cina sono già in circolazione in UE e che l’ondata di casi nella Repubblica Popolare non influirà sulla situazione epidemiologica del Covid-19 in Europa.
Martina Malavolta
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