26 Settembre 2022
Il Ministero della Transizione Ecologica (MITE) il 6 settembre 2022 ha presentato il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas naturale, che prevede misure sugli approvvigionamenti di gas e una serie di indicazioni comportamentali tra cui l’abbassamento della temperatura e dell’orario di accensione invernale degli impianti di riscaldamento.
Il Governo ha infatti confermato gli impegni di decarbonizzazione per il 2030, fondamentali per l’aumento dell’indipendenza energetica.
Gli obiettivi del Piano nazionale
Le misure di diversificazione energetica illustrate nel Piano nazionale permetteranno, a partire dalla seconda metà del 2024, di ridimensionare drasticamente la dipendenza dal gas russo e di ridurre l’uso del gas in generale. Ciò in una prospettiva di lungo termine.
Nel breve termine, invece, al fine di risparmiare gas ed evitare il più possibile un eccessivo svuotamento degli stoccaggi nazionali anche in previsione della stagione 2023-2024, sono state elaborate delle misure per ridurre i consumi di gas, in linea con le indicazioni del Regolamento (UE) 2022/1369 del 5 agosto 2022.
I vantaggi del Piano nazionale di contenimento dei consumi per il prossimo inverno sono i seguenti:
- ridurre la pressione sugli stoccaggi, valorizzando durante la fase invernale i volumi di gas immessi dagli operatori economici
- consentire di mantenere più a lungo, riducendo la velocità di erogazione del gas in stoccaggio, le portate massime erogabili in caso di punte di freddo invernale
- ridurre i prezzi al consumo, seppur limitatamente, aiutando il bilancio domanda/offerta
- indurre a un consumo più consapevole dell’energia.
Le misure da prendere previste dal Piano nazionale, e in parte già prese, riguardano:
- la massimizzazione della produzione di energia elettrica con combustibili differenti dal gas, e l’accelerazione delle energie rinnovabili nel settore elettrico
- le misure di contenimento nel settore riscaldamento, in parte anticipate, per quanto riguarda gli edifici pubblici, dall’art. 19-quater del d.l. n. 17/2022 [https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/05/17/22G00059/sg]
- misure comportamentali nell’uso efficiente dell’energia, che hanno anche l’obiettivo di aiutare cittadini e imprese a ridurre i costi della propria bolletta energetica
- il contenimento volontario dei consumi nel settore industriale, su cui è aperto un confronto con le categorie produttive in modo da valorizzare tutte le opportunità a basso impatto sulla produzione e salvaguardando i settori strategici.
Regolamento (UE) 2022/1369 del 5 agosto 2022
Il Regolamento UE 2022/1369 del 5 agosto 2022 e pubblicato in GUUE l’8 agosto prevede misure coordinate di riduzione della domanda di gas per realizzare risparmi utili a livello europeo per prepararsi a eventuali interruzioni delle forniture di gas da parte della Russia. Esso integra il Regolamento (UE) 2017/1938 sulla sicurezza dell’approvvigionamento di gas.
Il regolamento dispone che gli Stati membri riducano volontariamente a livello nazionale il consumo di gas nel periodo che va da agosto 2022 a marzo 2023 di almeno il 15% rispetto al loro consumo medio per lo stesso periodo nei cinque anni precedenti.
Gli Stati membri quindi sono liberi di scegliere autonomamente le misure, le quali tuttavia:
- non devono distorcere indebitamente la concorrenza o il buon funzionamento del mercato interno del gas
- non devono mettere a repentaglio la sicurezza dell’approvvigionamento di gas di altri Stati membri o dell’UE
- devono rispettare le disposizioni del regolamento (UE) 2017/1938 per quanto riguarda i clienti protetti
Inoltre, il Regolamento stabilisce che, qualora il rischio di un deterioramento dell’approvvigionamento di gas nell’UE diventi sempre più grave (e rispetto al quale le misure volontarie non risultino sufficienti), il Consiglio ha il potere di dichiarare lo “stato di allarme” nell’Unione, su proposta della Commissione (ovvero su richiesta di almeno cinque autorità nazionali che abbiano dichiarato lo stato di allerta). In questo caso la riduzione del consumo di gas da volontaria diventa obbligatoria.
Il volume della riduzione obbligatoria degli Stati membri tiene conto di qualsiasi riduzione già compiuta dallo Stato membro prima della dichiarazione dello stato di allarme.
Il regolamento prevede alcune esenzioni dall’applicazione della riduzione obbligatoria (ad esempio se uno Stato membro non è direttamente interconnesso al sistema di un altro Stato membro) e anche alcune limitazioni al volume della riduzione del consumo di gas (ad esempio se gli Stati membri dispongono di interconnessioni limitate con altri Stati membri, o hanno superato i propri obiettivi di riempimento dei depositi di gas, o dipendono fortemente dal gas come materia prima per le industrie critiche, o devono affrontare una crisi dell’energia elettrica senza alternative economiche per sostituire il gas necessario alla produzione di energia elettrica).
Infine, il Regolamento dispone che entro il 31 ottobre 2022 le autorità competenti degli Stati membri aggiornino i piani di emergenza nazionali tenendo conto delle misure di riduzione volontaria della domanda.
Il regolamento, in vigore dal 9 agosto, si applica per un periodo di un anno e verrà riesaminato dalla Commissione entro maggio 2023.
Impatto del Piano Nazionale
Secondo le stime calcolate, l’impatto di tutte le misure prese è notevole, con un potenziale di circa 5,3 miliardi di Smc (standard metro cubo) di gas, considerando la massimizzazione della produzione di energia elettrica da combustibili diversi dal gas e i risparmi connessi al contenimento del riscaldamento; a ciò si aggiungono le misure comportamentali degli utenti da promuovere attraverso campagne di sensibilizzazione con l’intento di promuovere e incentivare un atteggiamento più virtuoso nei consumi energetici.
Il Governo italiano, in virtù di ciò, ha pianificato una diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.
É stato siglato, infatti, un accordo per il graduale aumento delle forniture di gas dall’Algeria, sfruttando al massimo le attuali capacità di trasporto del gasdotto che arriva in Sicilia, già a partire dal 2022.
Sono state anche incrementate le importazioni dal gasdotto Tap (che consente l’accesso al mercato europeo del gas proveniente dal giacimento azero situato nel Mar Caspio), avviando le trattative per raddoppiare la capacità di trasporto, senza la necessità di interventi tecnici sul tratto italiano del gasdotto.
Inoltre, il Governo si è attivato per garantire approvvigionamenti di gas naturale liquefatto (Gnl) da nuove rotte, come Egitto, Qatar, Congo, Angola, Nigeria, Mozambico, Indonesia e Libia.
Parallelamente a questa strada, per il Governo lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili rimane un fattore strategico, in quanto consentirebbe di ridurre la domanda di gas (di circa 2 miliardi di Smc ogni 10 TWh circa) oltre che le emissioni di CO2. Pertanto, il Governo continua a confermare gli impegni di decarbonizzazione per il 2030, che anzi, proprio in questa fase assumono, un’ulteriore rilevanza strategica per l’aumento dell’indipendenza energetica dell’Italia.
Misure comportamentali
Ulteriori interventi contenuti nel Piano riguardano l’attuazione di una serie di misure comportamentali per indurre ad una riduzione dei consumi di gas.
Il Ministro della Transizione Ecologica ha stabilito che entro il mese di settembre sarà modificata la vigente regolamentazione della temperatura e dell’orario di accensione invernale degli impianti di riscaldamento.
In particolare, si dispone che:
- il riscaldamento viene ridotto di 1°C per gli edifici. I valori indicati all’articolo 3, comma 1, del DPR n. 74/2013 sono ridotti di 1°C, rispettivamente: 17°C +/- 2°C di tolleranza per gli edifici adibiti ad attività industriali, artigianali e assimilabili; 19°C +/- 2°C di tolleranza per tutti gli altri edifici.
- i limiti di esercizio degli impianti termici, rispetto a quanto previsto dal comma 2 dell’articolo 4 del DPR n. 74/2013, sono ridotti di 15 giorni per quanto riguarda il periodo di accensione (posticipando di 8 giorni la data di inizio e anticipando di 7 giorni la data di fine esercizio) e di 1 ora per quanto riguarda la durata giornaliera di accensione, in base alle zone climatiche in cui è suddiviso il territorio italiano (Zona A: ore 5 giornaliere dal 8 dicembre al 7 marzo; Zona B: ore 7 giornaliere dal 8 dicembre al 23 marzo; Zona C: ore 9 giornaliere dal 22 novembre al 23 marzo; Zona D: ore 11 giornaliere dal 8 novembre al 7 aprile; Zona E: ore 13 giornaliere dal 22 ottobre al 7 aprile; Zona F: nessuna limitazione).
Sono fatte salve le utenze sensibili (ad esempio ospedali, case di ricovero ecc…) di cui al DPR n. 74/2013.
Il Piano suggerisce anche una serie di comportamenti virtuosi che potranno aiutare a limitare il consumo di energia, con il doppio vantaggio di ridurre i costi delle bollette degli utenti e impattare positivamente sull’ambiente.
Tra i comportamenti promossi ci sono: la riduzione della temperatura e della durata delle docce, l’utilizzo per il riscaldamento invernale delle pompe di calore elettriche usate per il condizionamento estivo, l’abbassamento del fuoco dopo l’ebollizione e la riduzione del tempo di accensione del forno, l’uso di lavastoviglie e lavatrici a pieno carico, il distacco della spina di alimentazione della lavatrice quando non in funzione, lo spegnimento o l’inserimento della funzione a basso consumo del frigorifero quando si è in vacanza, lo spegnimento (e il non lasciare in stand by) TV, decoder, DVD, la riduzione delle ore di accensione delle lampadine, ecc.
Ulteriori risparmi possono essere ottenuti anche con piccoli investimenti da parte degli utenti, come la sostituzione di elettrodomestici e climatizzatori datati con quelli più recenti e quindi più efficienti, l’installazione di nuove pompe di calore elettriche in luogo delle vecchie caldaie a gas, l’installazione di pannelli solari termici per produrre acqua calda, la sostituzione di lampadine tradizionali con quelle a led.
ENEA ha calcolato che tali misure comportamentali poterebbero a un risparmio di circa 1 miliardo di Smc di gas.
Martina Malavolta
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