Legge di Bilancio 2023: ok definitivo del Senato


3 Gennaio 2023
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La Legge di Bilancio per il 2023 (in vigore dal 1° gennaio 2023), approvata dal Consiglio dei Ministri il 21 novembre, è stata ufficialmente approvata (con 107 sì, 69 no e un astenuto) ricevendo il sì definitivo del Senato il 29 dicembre 2022 ed è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Vediamo quali sono le definitive misure (già presentate qui) che riguardano reddito di cittadinanza, tetto al contante, caro energia, bonus bollette, congedo parentale, assegno unico, cuneo fiscale, mutui, flat tax, superbonus, Legge Fornero, opzione Donna, ape sociale.

Pensioni

La Legge di Bilancio prevede importanti cambiamenti in tema di pensioni. Il 2023 sarà infatti l’anno di Quota 103, la nuova misura per contrastare il ritorno alla Fornero dopo l’addio a Quota 102 (erogata a chi abbia maturato, entro il 31 dicembre 2022, 64 anni di età e 38 anni di contributi). Con la nuova misura si potrà andare in pensione a 62 anni di età con 41 anni di contributi, con un importo non superiore a 5 volte il trattamento minimo. Inoltre, chi decide di continuare a lavorare, anche dopo aver raggiunto l’età pensionabile, avrà diritto al bonus Maroni, che prevede una decontribuzione del 10% in busta paga. Ciò permetterà al lavoratore di avere uno stipendio netto più alto (ma, d’altro canto, ciò comporta il congelamento dell’anzianità contributiva per la pensione e un assegno pensionistico più basso).

Viene poi confermata per tutto il 2023 Opzione donna con alcune modifiche. Possono accedere alla misura: a 58 anni le donne con due o più figli; a 59 anni le donne con un figlio; a 60 anni le donne senza figli. Possono beneficiarne solo caregiver, invalide (invalidità uguale o superiore al 74%) e lavoratrici licenziate o dipendenti di aziende in crisi.

Inoltre, viene confermata l’Ape Sociale (Anticipo PEnsionistico Sociale) a 63 anni di età, con 30 di contributi per disoccupati, caregiver che da almeno 6 mesi assistono il coniuge o un familiare con disabilità grave, e per i lavoratori con una percentuale di invalidità pari o superiore al 74%. Invece con 32 anni di contributi spetta ai lavoratori edili, e con 36 anni di contributi alle altre categorie di lavoratori gravosi.

Per quanto riguarda le pensioni minime è prevista una rivalutate al 120% (8,8% in più rispetto al 2022), ed è previsto, per chi ha compiuto 75 anni, un innalzamento a 600 euro.

Reddito di cittadinanza

Il 2023 sarà l’anno di transizione che porterà poi all’abolizione del sussidio economico così come lo conosciamo. Infatti, a partire dal 1° gennaio 2023, a coloro che sono ritenuti occupabili (cioè fra 18 e 59 anni, senza disabili, minori e over 60 a carico), il Reddito passa da 18 rate rinnovabili a 7 rate. Inoltre è previsto un periodo di partecipazione a corsi di formazione o riqualificazione professionale per almeno 6 mesi, e, in mancanza, il beneficio decade.

Dopo il primo rifiuto di un’offerta di lavoro congrua non si avrà più diritto al sussidio, e la quota dell’assegno riservata all’affitto della casa di abitazione sarà pagata direttamente al proprietario di casa.

Il 1° gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza verrà definitivamente abolito e sostituito da un nuovo sussidio riservato alle categorie deboli, mentre i risparmi di spesa verranno destinati a un apposito fondo per finanziare la riforma per il sostegno alla povertà e all’inclusione.

Caro energia

Sono stati stanziati oltre 21 miliardi di euro destinati a fronteggiare il fenomeno del caro energia. Questi soldi consentiranno di implementare gli aiuti a famiglie e imprese ampliando la platea dei beneficiari. Per il primo trimestre del 2023 è prevista l’eliminazione degli oneri impropri delle bollette ed è previsto il rifinanziamento del credito d’imposta, passando dal 30 al 35% per le piccole imprese, per le attività come ristoranti, bar ed esercizi commerciali, e dal 40% al 45% per le imprese energivore e gasivore.

Sempre per i primi tre mesi del 2023 si abbassa l’IVA per l’acquisto del pellet (al 10%) e per i consumi associati al teleriscaldamento (al 5%). Ancora, per il primo trimestre del 2023 prorogata l’IVA al 5% per le somministrazioni di energia termica con gas metano, in esecuzione di un contratto servizio energia.

L’Autorità per l’energia ha la possibilità di sospendere i distacchi di gas per le grandi imprese morose fino al 31 gennaio 2023.

Sono stanziati circa 2 miliardi di euro per il 2023 (inclusi i costi per l’energia) per il comparto sanità, mentre agli enti territoriali, comprese le risorse per il trasporto pubblico locale, è destinato circa 1 miliardo di euro.

Sostegno alle famiglie

Numerose sono le norme a sostegno delle famiglie. Vediamole insieme.

Dal 1° gennaio 2023 l’Assegno Unico è incrementato al 50% per le famiglie con figli di età inferiore a un anno e per i figli con una età compresa da uno a tre anni per le famiglie con tre o più figli e con ISEE fino a 40.000 euro. Per le famiglie con 4 o più figli è prevista una maggiorazione dell’Assegno Unico del 50%, e sono state confermate e rese strutturali le maggiorazioni dell’Assegno Unico per le persone con disabilità.

É stato confermato anche per il 2023 il Bonus sociale bollette per le famiglie più fragili, per cui è implementata la platea di beneficiari, e si passa da una soglia ISEE di 12.000 euro a una soglia ISEE di 15.000 euro.

É stata introdotta la Carta Risparmio Spesa (con un fondo di 500 milioni di euro), ovvero una card gestita dai Comuni e riservata alle famiglie con redditi fino a 15.000 euro l’anno, funzionale all’acquisto di beni di prima necessità. Si tratta di una sorta di buoni spesa da utilizzata presso i punti vendita che aderiranno all’iniziativa.

Inoltre viene ridotta l’IVA al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile.

A partire dal 1° gennaio 2023 è previsto un mese in più di congedo parentale facoltativo e retribuito all’80%. Può essere usato da uno dei due genitori, in modo alternato, fino al ai 6 anni di vita del figlio.

Per ciò che riguarda le agevolazioni per l’acquisto della prima casa viene prorogata per tutto il 2023 la misura in favore degli under 36.

Viene ripristinata, invece, la norma del 2012 che permette di trasformare i mutui ipotecari da tasso variabile a fisso, per contrastare gli aumenti dei tassi di interesse. Possono beneficiarne le famiglie con un ISEE fino a 35.000 euro e un con un mutuo per l’acquisto della prima casa non superiore a 200.000 euro.

Lavoro

Per quanto riguarda il mondo del lavoro è previsto il taglio del cuneo fiscale del 2% per i redditi fino a 35.000 euro l’anno e del 3% per i redditi fino a 25.000 euro. Il taglio, a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti, consiste in una riduzione della percentuale dei contributi da versare ogni mese allo Stato: si passa dal 9,19% al 7,19% per i redditi fino a 35.000 euro e dal 9,19% al 6,19% per i redditi fino a 25.000 euro.  La riduzione del cuneo risulta interamente a beneficio dei lavoratori.

Sono detassati al 5% i premi produttività fino a 3.000 euro.

Sono previste agevolazioni fino al 31 dicembre 2023 per chi assume lavoratori a tempo indeterminato, con una soglia di 8.000 euro di contributi per le donne, per i giovani con contratti a tempo determinato e per i percettori del Reddito di cittadinanza.

È poi prevista la flat tax incrementale per i lavoratori al 15%, con una franchigia del 5% e un tetto massimo di reddito a 40.000 euro; è estesa la flat tax al 15% per autonomi e partite Iva con ricavi fino a 85mila.

Imprese

Per quanto riguarda le imprese è sospesa anche per il 2023 l’entrata in vigore della tassa sulla plastica (prodotti in plastica monouso) e sugli zuccheri (bevande zuccherate), rispettivamente plastic e sugar tax.

Viene inoltre rifinanziata la Legge Sabatini, per cui sono stanziati circa 150 milioni di euro per rilanciare gli investimenti privati. Rifinanziato per il 2023 anche il Fondo di garanzia Pmi, che garantisce le operazioni finanziarie finalizzate all’attività di impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro).

Prorogato poi il Bonus Ipo per la quotazione delle Pmi in Borsa, mentre è stata rivista la disciplina per l’accesso al regime di contabilità semplificata.
Viene rivista la disciplina per l’accesso al regime di contabilità semplificata con l’innalzamento da 400mila a 500mila euro di ricavi e compensi per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, e da 700mila a 800mila per le imprese aventi per oggetto altre attività.

Inoltre è previsto l’innalzamento dal 3% al 6% della deducibilità delle quote di ammortamento dei fabbricati strumentali.

Fisco ed economia

É stato innalzato da 1.000 a 5.000 euro il tetto per l’utilizzo del contante.

Dal 31 marzo 2023, con la tregua fiscale, è prevista la cancellazione delle cartelle esattoriali emesse fino al 2015 con importo inferiore a 1.000 euro.

È prevista anche la rateizzazione fino a 5 anni dei pagamenti fiscali non effettuati nel 2022, senza sanzioni e interessi per chi, a causa dell’emergenza sanitaria, del caro bollette e delle difficoltà economiche, non è riuscito a versare le tasse. Sui debiti del 2019 e del 2020, invece, è prevista una sanzione del 3%.

Le società sportive devono corrispondere tutti i contributi previdenziali entro il 29 dicembre 2023 e dal 1 gennaio il 3% (sanzione) anticipato sugli importi dovuti al fisco (sospesi durante emergenza sanitaria), che potranno essere corrisposti in 60 rate, con le stesse modalità previste per tutte le aziende che intendono regolarizzare la loro posizione.

In stand-by la questione sul Pos. È stato istituito, così, un tavolo permanente fra tutte le categorie interessate, per valutare interventi per alleviare i costi delle transazioni elettroniche tra 0 e 30 euro per gli esercenti che fatturano fino a 400mila euro l’anno. Se non si raggiunge un’intesa si valuterà l’emissione di un contributo straordinario a carico delle banche, pari al 50% degli utili provenienti dalle commissioni e dalle transazioni sugli acquisti fino a 30 euro.

Prevista inoltre una tassa sugli extraprofitti che si applicherà alle società energetiche che maturano il 75% dei loro ricavi dalla produzione e rivendita di energia, gas e prodotti petroliferi. È istituito poi un “contributo di solidarietà” temporaneo del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi complessivi conseguiti nel lasso temporale 2018-2021. L’ammontare del contributo non può oltrepassare il 25% del patrimonio netto alla data di chiusura dell’esercizio antecedente a quello in corso al 1° gennaio 2022.

Tema caldo, è stata riattivata la società “Stretto di Messina S.p.A.” (già in stato di liquidazione) per la realizzazione del Ponte sullo Stretto.

Altre misure

La nuova Legge di Bilancio prevede poi una serie di altre misure, che spaziano in vari ambiti.

Una delle novità è il reddito alimentare, per cui il Governo sperimenterà nel 2023 (con un fondo da 1,5 milioni) e nel 2024 (con un fondo da 2 milioni nel 2024) la distribuzione alimentare di generi di prima necessità a chi vive in povertà assoluta, utilizzando l’invenduto della distribuzione alimentare.

Per quanto riguarda il Superbonus 110% è prevista una modifica dei termini (già contemplati dal d.l. quater) per la presentazione della Cilas per i condomini, che, per beneficiarne, potranno presentare la Cilas entro il 31 dicembre 2022 a condizione che la delibera assembleare che ha approvato l’esecuzione dei lavori risulti essere stata adottata entro il 18 novembre 2022. Dal 1° gennaio il Superbonus 110% passa al 90%.

È prorogato il Bonus mobili ed elettrodomestici green, per cui è confermata la detrazione al 50% sulle spese d’acquisto fino a 8.000 euro (nel 2022 era fino a 5.000 euro).

Riconfermato anche il Bonus psicologo, che ora diventa permanente, e si innalza da 600 a 1.500 euro, con tetto Isee a 50.000 euro.

Per quanto riguarda i più giovani è prevista l’introduzione della “Carta cultura giovani” e della “Carta del merito”, per favorire l’accesso dei giovani a iniziative culturali.

La prima è destinata a tutti i giovani residenti appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a 35.000 euro e utilizzabile nel diciannovesimo anno di età; la seconda può essere utilizzata dai giovani che, abbiano conseguito, entro i diciannove anni, il diploma finale presso istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati con il massimo dei voti (100 centesimi).

Martina Malavolta

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