IL DESTINO DELLE BANCONOTE LOGORE


10 Aprile 2020
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A tutti sarà capitato, più di una volta, di avere nel portafogli delle banconote rovinate o danneggiate.

Spesso ci si chiede cosa fare nel caso si abbia della cartamoneta logora e la si voglia spendere ma si incontrino delle difficoltà nel farlo, soprattutto nel caso di particolari Enti o gestori di servizi pubblici. Questi soggetti infatti devono seguire particolari accortezze nell’accettare determinati tagli di banconote, che diventano più rigorose se la cartamoneta presenta evidenti danni.

In casi estremi infatti, possono perfino rifiutarsi di accettarla e richiedere o altra cartamoneta integra, o metodi di pagamento alternativi. Ma andiamo con ordine.

CARATTERISTICHE DELLA SERIE DI BIGLIETTI IN EURO

Le banconote in euro sono utilizzate dai 19 paesi appartenenti alla zona euro, e la serie, avente corso legale nell’intera area dell’euro comprende sette tagli: da €5, €10, €20, €50, €100, €200 e € 500.

Per la loro realizzazione grafica fu indetto nel 1996 un concorso a livello europeo che fu vinto dall’artista Robert Kalina, il quale, per la loro creazione, si ispirò a vari stili architettonici di origine europea come ad esempio quello classico, rinascimentale, gotico, romanico; infatti le finestre e i portali simboleggiano lo spirito di apertura e di cooperazione tra i paesi europei, mentre i ponti sono una metafora del dialogo tra i popoli europei, nonché tra l’Europa e il resto del mondo. L’art. 1 della Decisione della BCE (BCE/2003/4), prevede che sui biglietti ci sia la firma del Presidente della BCE, e pertanto in circolazione troveremo attualmente cartamoneta recante la firma di Willem F. Duisenberg o di Claude Trichet o di Mario Draghi, rispettivamente primo, secondo e terzo Presidente della BCE.

Sui biglietti sono inoltre riportati:

  • il nome “euro” in caratteri latini (EURO) e greci (EYPΩ) nella prima serie, e anche in caratteri cirilllici (EBPO) nella nuova serie “Europa”;
  • la bandiera dell’Unione europea;
  • nella prima serie, la sigla della Banca centrale europea nelle cinque varianti linguistiche corrispondenti alle undici lingue ufficiali dell’UE al momento dell’introduzione dell’euro, e nella seconda serie la sigla in nove varianti. Il simbolo © indica la tutela del diritto d’autore.

Con la seconda serie di banconote euro, introdotta nel maggio del 2013, è stata omaggiata “Europa”, la figura della mitologia greca scelta per l’associazione con il nostro continente, riproponendo un suo ritratto ripreso da un vaso custodito al Louvre di Parigi, visibile nella filigrana e nella striscia argentata. Le nuove banconote da €100 e €200 presentano molteplici differenze rispetto alle banconote di pari taglio della prima serie, come ad esempio la misura; infatti l’altezza delle banconote è stata ridotta, e resa uguale a quella della banconota da €50, in modo da poter essere riposte meglio nel portafoglio onde consentire una riduzione dell’usura per strofinamento.

ELEMENTI DI SICUREZZA

Per evitare la contraffazione e la riproduzione non autorizzata della cartamoneta, i biglietti di euro sono dotati di diverse caratteristiche di sicurezza tese alla verifica immediata della loro autenticità; ad esempio vengono impressi elementi in rilievo ottenuti tramite speciali tecniche di stampa che possono essere verificati al tatto. Altri elementi sono riscontrabili a vista su entrambi i lati dei biglietti autentici ponendo le banconote in controluce e riguardano la filigrana, il filo di sicurezza e il numero in trasparenza. Muovendo la banconota è possibile osservare sul fronte l’immagine cangiante dell’ologramma. Sul retro, inclinando leggermente il biglietto, è possibile notare la striscia brillante sui tagli bassi e su quelli elevati il numero del taglio di colore cangiante.

DESTINO DELLE BANCONOTE DANNEGGIATE

Veniamo ora al fulcro del nostro articolo.

In via preliminare va detto che le banconote in euro, prodotte in carta di puro cotone, subiscono inevitabilmente il deterioramento dovuto all’uso e per tale motivo, al fine di mantenere un elevato livello qualitativo del circolante la Banca d’Italia provvede a ritirare regolarmente le banconote logore dalla circolazione, sostituendole con altre di nuova produzione. Oltre al normale processo di deterioramento dovuto all’uso, le banconote possono essere danneggiate o mutilate da varie cause (ad esempio: umidità, fuoco, agenti chimici, lacerazioni, lavaggi accidentali).

Va da se che è prima di tutto interesse del cittadino comune accertarsi che durante le transazioni con liquidità le bancanote\caramoneta siano integre. Nel caso infatti si acquisti un bene o si paghi un servizio e ci venga dato in resto delle banconote danneggiate, si può legittimamente rifiutarsi di riceverle e chiedere per il resto cartamoneta integra.

Ma cosa fare se nonostante questi accorgimenti ci ritroviamo delle banconote danneggiate e vogliamo spenderle ugualmente? Nonostante molti esercizi commerciali “accettino” ugualmente questa tipologia di cartamoneta, per evitare di incorrere in rifiuti imprevisti, occorre farsele cambiare presso la Banca d’Italia. La Banca tuttavia distingue tra i vari tipi di danno che la banconota presenta, e in alcuni casi può perfino rifiutarsi di cambiarla. I danni riconosciuti sono essenzialmente di due tipi: danneggiamento e mutilazione.

Nel primo caso una banconota è considerata danneggiata quando presenta scolorimento, macchie o sporcizia a causa del naturale deterioramento del cotone puro di cui è composta. Una banconota è invece detta mutilata quando di essa manchino una o più parti. In questa ipotesi rientrano anche le banconote strappate. Vediamo cosa accade in questo caso.

Se la banconota è divisa in più parti, è sconsigliato tentare di ripararla con nastro adesivo o colla. Piuttosto va portata alla Banca d’Italia con tutti i pezzi e chiederne la sostituzione. All’esito positivo dell’analisi presso lo sportello l’addetto provvederà a sostituire la banconota strappata con una nuova ed integra di pari importo. Se l’addetto ha dubbi sulla rimborsabilità può spedire la banconota all’Amministrazione centrale che avrà l’ultima parola attraverso l’esame di una apposita commissione.

Qualora la banconota sia mutilata, ossia ne manchino uno o più pezzi, è possibile recarsi ugualmente presso la BdI e chiederne la sostituzione, se la parte mancante non eccede il 50% dell’intero corpo della banconota stessa. In caso contrario infatti l’Ente non provvederà alla sostituzione, a meno che non si dimostri che la parte eccedente mancante sia tale per causa accidentale. In caso di mancata sostituzione la banconota mutilata viene restituita al possessore e perde di validità. Se il danno è ingente (manca più del 50% del corpo della banconota stessa) e intenzionale, la banconota verrà trattenuta dalla BdI e non sarà rimborsata.

Un caso singolare riguarda invece le banconote sospettate di essere veicolo di infezioni: qualora l’addetto alla sostituzione abbia dubbi sul fatto che la banconota che un cittadino vuole farsi cambiare sia presumibilmente infetta, non procederà immediatamente alla sostituzione. La restituirà al legittimo possessore accettando di cambiarla previa presentazione di apposito certificato di avvenuta sterilizzazione o disinfezione.

Va segnalato che, a prescindere dal danno, una banconota non verrà cambiata in nessun caso qualora il danno o l’usura che presenta sia tale da renderla parzialmente o del tutto illeggibile.

In ogni caso, una banconota rovinata e ritirata dalla BdI viene distrutta e non può essere più messa in circolazione. Interessante è il prodotto creato dalla triturazione della cartamoneta ritirata; infatti la Banca d’Italia, come altre Banche Centrali, utilizza parte del materiale di scarto della triturazione delle banconote per confezionare con una pellicola trasparente piccoli cilindri o mattoncini comunemente denominati “bricchette”. Tali oggetti, privi di valore intrinseco, vengono di norma utilizzati come omaggio in occasione di eventi istituzionali. Per le sostituzioni la Banca d’Italia in genere non prende commissioni, a meno che il danno non sia stato intenzionale oppure la banconota sia stata danneggiata a causa di un dispositivo antirapina.

Infine trattiamo brevemente il ciclo di vita delle banconote macchiate di inchiostro, che spesso indicano una provenienza criminosa e pertanto non vanno accettate!!

Le banconote spesso, in caso di furto, vengono macchiate di inchiostro da dispositivi antirapina, noti come “Intelligent Banknote Neutralisation Systems – IBNS”, che agiscono quando vengono forzati gli ATM o altri contenitori protetti come quelli utilizzati per il trasporto delle banconote. Tali sistemi rendono inutilizzabili le banconote rubate riducendo il rischio per dettaglianti, banche e altri operatori del contante di accettarle e divenire così vittime di questi crimini. Infatti quando una banconota è macchiata da dispositivi antirapina, l’inchiostro bagna le banconote e lascia tracce normalmente più evidenti sui bordi. I colori prevalentemente utilizzati sono viola, verde, blu, rosso e nero, ed utilizzando sostanze chimiche nel tentativo di eliminare le tracce di inchiostro, si producono reazioni che possono far cambiare colore all’inchiostro, così come alterare i colori originali della banconota, danneggiare o addirittura far scomparire alcuni elementi di sicurezza. Infine si segnala che per rendere inutilizzabili le banconote rubate, sono in uso anche sistemi basati sull’impiego di liquidi che incollano le banconote in modo da formare dei blocchetti dai quali è impossibile separare i singoli biglietti senza frammentarli.

La Banca d’Italia, in caso di banconota chiaramente macchiata da dispositivi antirapina, ovvero scolorita o decolorata, raccomanda di rifiutarla poiché è possibile che la persona che la offre non sia il legittimo proprietario, ma nel caso in cui si venga comunque in possesso di una tale banconota, questa va consegnata a una banca o a una delle Filiali della Banca d’Italia, a cui vanno fornite informazioni sulla provenienza del biglietto. La banca sottoporrà la banconota alla Banca d’Italia che la trasmetterà all’Autorità competente per indagini. Se, al termine delle indagini, l’Autorità restituirà alla Banca d’Italia la banconota senza parere contrario al rimborso, la banconota sarà rimborsata secondo la normativa generale. Si fa presente che la Banca Centrale Europea ha emanato la Decisione del 19 aprile 2013, che oltre a stabilire i criteri per il cambio di banconote danneggiate, contiene anche prescrizioni per il cambio di banconote danneggiate da dispositivi antirapina (Intelligent Banknote Neutralised System – IBNS), specificando che possono essere cambiate dalle Banche Centrali Nazionali solo al legittimo proprietario, vittima dell’attività criminale tentata o compiuta che ha portato a al danneggiamento delle banconote.

Ci si chiede infine se tutti i tagli di banconote abbiano lo stesso regime di accettazione presso determinati soggetti. Va segnalato a tal proposito che, a seguito di una direttiva di aprile 2016, dal 1 gennaio 2020 la banconota viola dal taglio più elevato non verrà più prodotta. Il perché è presto detto. La banconota da 500 euro è il taglio preferito da coloro che, lavorando nella criminalità, hanno bisogno di racchiudere in poca cartamoneta ingenti quantità di denaro derivanti da reati, a scopo di riciclaggio. Pertanto, le banconote da 500 euro continueranno comunque ad avere corso legale e potranno essere utilizzate per i pagamenti e come riserva di valore. Possono essere inoltre cambiate presso le relative Banche Centrali nazionali della Zona Euro senza alcun limite, salvo quanto detto prima relativo all’usura e al danneggiamento della cartamoneta. Perfino detti istituti di credito possono reinserire in circolazione le banconote da 500 euro, il tutto fino ad esaurimento dei pezzi. Nessuna disposizione particolare sembra invece essere stata presa per la banconota di taglio immediatamente più piccolo rispetto a quella da 500 euro, ossia il taglio da 200 euro, e così fino a giungere al taglio da 5 euro.

Dott. Marco Solmone

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