5 Marzo 2023
Il Decreto legislativo 104/2022 in materia di condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili, il cosiddetto Decreto Trasparenza, è entrato in vigore il 13 agosto 2022, e disciplina il diritto all’informazione sugli elementi essenziali del rapporto di lavoro, sulle condizioni di lavoro e la relativa tutela. Obiettivo del Decreto è quello di creare e applicare regole per condizioni lavorative più trasparenti.
Il d.lgs. 27 giugno 2022 n. 104 di attuazione della Direttiva (UE) 2019/1152 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea, ha introdotto specifici obblighi informativi a carico del datore di lavoro pubblico e privato in favore dei lavoratori.
Dopo le circolari interpretative del Ministero del lavoro e delle Politiche sociali, il Garante della privacy è intervenuto per coordinare le reciproche posizioni e le linee interpretative in merito all’applicazione del Decreto fornendo un’interpretazione sistematica, dichiarando che:
- il datore di lavoro ha l’obbligo di informare adeguatamente i lavoratori nel caso utilizzi sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati ai fini della assunzione o del conferimento dell’incarico, o per altre attività collegate al rapporto di lavoro e alla sua gestione
- i dipendenti dovranno poter conoscere qualsiasi informazione riguardante i parametri principali utilizzati per programmare o addestrare i sistemi automatizzati, inclusi i meccanismi di valutazione delle prestazioni nonché la robustezza e la cybersicurezza dei sistemi
- l’adozione di sistemi di monitoraggio nel contesto lavorativo deve sempre essere oggetto di preliminari verifiche da parte del datore di lavoro.
Le indicazioni fornite dal Garante per la privacy nella comunicazione inviata al Ministero del Lavoro e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in risposta ai numerosi quesiti ricevuti, riguardano i maggiori controlli e le garanzie per l’utilizzo di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzato nel rapporto di lavoro, pubblico e privato, la conciliazione del rispetto del Gdpr, il supporto ai datori di lavoro nella corretta applicazione della nuova normativa.
Le indicazioni del Garante della Privacy dopo il Decreto trasparenza
Il Decreto si applica non soltanto ai rapporti di lavoro subordinato ma, secondo quanto previsto dalla direttiva UE, anche ulteriori tipologie di rapporti e contratti di lavoro, quali:
- contratto di lavoro somministrato
- contratto di lavoro intermittente
- collaborazioni etero-organizzate
- collaborazioni coordinate e continuative
- contratti di prestazione occasionale
- rapporti di lavoro marittimo e della pesca
- rapporti domestici
- rapporti con le pubbliche amministrazioni.
Come detto prima, esso ha introdotto l’obbligo per il datore di lavoro di informare adeguatamente i lavoratori nel caso utilizzi “sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati deputati a fornire indicazioni rilevanti ai fini della assunzione o del conferimento dell’incarico, della gestione o della cessazione del rapporto di lavoro, dell’assegnazione di compiti o mansioni nonché indicazioni incidenti sulla sorveglianza, la valutazione, le prestazioni e l’adempimento delle obbligazioni contrattuali dei lavoratori”.
Dato che l’impiego di tali sistemi dà luogo a trattamenti di dati personali, emerge la necessità che tale disciplina sia coordinata con la normativa in materia di protezione dei dati personali (gdpr) e d. lgs. 30 giugno 2003.
I dipendenti invece devono poter conoscere i parametri principali utilizzati per programmare o addestrare i sistemi automatizzati, inclusi i meccanismi di valutazione delle prestazioni nonché la robustezza e la cybersicurezza dei sistemi.
L’Autorità ha ricordato che l’introduzione delle nuove garanzie non modifica le tutele già previste dal Regolamento UE per la protezione dei dati personali e dallo Statuto dei lavoratori. L’adozione di sistemi di monitoraggio nel contesto lavorativo deve quindi sempre essere oggetto di una preliminare verifica, da parte del datore di lavoro, delle condizioni di liceità stabilite dalla disciplina in materia di controlli a distanza, nonché di una valutazione dei rischi per verificarne l’impatto sui diritti e sulle libertà degli interessati.
Riguardo i sistemi particolarmente invasivi (strumenti di machine learning, di rating e ranking) il Garante ha sottolineato che il loro impiego rischia di porsi in contrasto con i principi di protezione dei dati e con le norme nazionali di settore a tutela della libertà, della dignità e della sfera privata del lavoratore.
Scopo dell’iniziativa del Garante privacy è quella di dare un orientamento agli enti pubblici e alle imprese che devono attuare le disposizioni del Decreto trasparenza e promuovere la consapevolezza dei titolari del trattamento rispetto ad un’attuazione coordinata ed efficace delle nuove disposizioni, alla luce degli obblighi imposti dal Regolamento europeo 679/2016 “GDPR”. Il Garante ha infatti chiarito che tali obblighi informativi non sostituiscono quelli già previsti dal Gdpr.
Per maggiori informazioni qui il testo completo della nota del Garante.
Martina Malavolta
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