26 Gennaio 2023
La Legge di Bilancio 2023 prevede nuove misure da applicare sul piano fiscale. Uno dei punti della manovra economica prevede infatti la cosiddetta “pace fiscale”, che pone l’accento sulla questione delle cartelle esattoriali. La “pace fiscale” permette infatti una serie di agevolazioni nel pagamento dei debiti verso il fisco. Al centro ci sono soprattutto la cancellazione dei debiti di basso importo, ovvero tasse, multe e sanzioni non pagate per cifre inferiori a 1.000 euro, e la possibilità di chiedere la rateizzazione o di accedere in determinate condizioni ad uno sconto sulle sanzioni e gli interessi.
Tra l’altro il Governo ha anche annunciato una specifica riforma del fisco, il cui testo dovrebbe essere pubblicato tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, e a cui sta lavorando il viceministro all’Economia (con delega al fisco) Maurizio Leo. Quindi, secondo i piani dichiarati dallo stesso, la riforma sarà presentata al Consiglio dei ministri entro l’inizio della primavera.
Cancellazione dei debiti
La Legge di Bilancio 2023 ha previsto, quindi, novità in tema di:
- cancellazione dei debiti di importo residuo fino a 1000 euro, affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015
- definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022.
Ciò significa che sarà possibile accedere ad uno sconto e ad alcune agevolazioni sul pagamento dei debiti contenuti nelle cartelle esattoriali, o alla loro eliminazione (se in possesso di determinati requisiti). Le cartelle esattoriali “contengono” i debiti contrati dai cittadini e che sono riscontrati dal fisco. Si tratta cioè di somme (che risalire anche risalire a periodi molto precedenti) che non sono state pagate allo Stato, al fisco o ad una amministrazione locale. Per saldare questi debiti i cittadini, oltre al pagamento degli stessi, devono mettere in conto anche sanzioni e interessi da corrispondere al fisco. Tuttavia grazie alla pace fiscale, questi oneri vengono diminuiti, e vengono offerte possibilità di rateizzazione.
Per quanto riguarda il primo punto, sarà possibile vedersi cancellare le cartelle di debito di piccole somme, con importo fino a 1.000 euro, affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. La misura, secondo le comunicazioni ufficiali, sarà attiva a partire da marzo 2023. Questo vuol dire che bisogna ancora attendere qualche mese per di vedersi del tutto cancellati i debiti di somme basse, per ciò che riguarda le somme risalenti al periodo precedente al 2015.
Tuttavia questa misura non coinvolgerà tutti. La manovra infatti consente ai singoli enti locali di scegliere se applicare o meno la cancellazione dei debiti.
Al centro di questa pace fiscale “parziale” ci sarebbero, infatti, soprattutto le multe non pagate, considerando che anche le sanzioni per violazioni del Codice della Strada fanno parte delle cartelle esattoriali al centro del provvedimento voluto dal governo.
Il motivo per cui il Governo lascerebbe margine di scelta agli enti locali è dovuto a esigenze di bilancio degli enti stessi a cui sono destinate queste somme. Molti Comuni, soprattutto le grandi città, si sono detti contrari al provvedimento, proprio perché questo impedirebbe definitivamente il recupero di importi considerevoli.
Nella pratica, quindi, i singoli Comuni potranno scegliere se cancellare o no i vecchi debiti che riguardano somme inferiori a 1.000 euro, incluse le multe. Fino al 31 marzo 2023 i Comuni hanno così la possibilità di scegliere se procedere con la cancellazione di queste cartelle di debito, oppure se procedere normalmente alla loro riscossione.
Nulla cambia invece per ciò che riguarda le altre iniziative di pace fiscale, come la possibilità di chiedere la rateizzazione o di accedere in determinate condizioni ad uno sconto sulle sanzioni e gli interessi.
Definizione agevolata cartelle esattoriali
In merito, invece, al secondo punto, la Definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 si applica ai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022, anche se già oggetto di precedenti misure agevolative.
Con un comunicato stampa del 20 gennaio 2023, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha dato notizia che sono stati aperti i canali telematici per presentare istanza di adesione alla rottamazione-quater. In particolare, sono state pubblicate le modalità e il servizio per presentare la domanda di adesione da trasmettere in via telematica entro il 30 aprile 2023.
Chi aderisce alla Definizione agevolata potrà versare solo l’importo dovuto a titolo di capitale e quello dovuto a titolo di rimborso spese per le eventuali procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non saranno invece da corrispondere le somme dovute a titolo di sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora e aggio.
Per quanto riguarda i debiti relativi alle multe stradali o ad altre sanzioni amministrative (diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi contributivi), l’accesso alla misura agevolativa prevede che non siano da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi (comunque denominati, comprese pertanto le “maggiorazioni”), nonché quelle dovute a titolo di aggio.
Non rientrano invece nell’ambito applicativo della Definizione agevolata i carichi relativi alle risorse proprie dell’Unione Europea e all’Iva riscossa all’importazione, i recuperi degli aiuti di Stato, i crediti derivanti da condanne pronunciate dalla Corte dei conti e multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.
Per quanto riguarda i carichi delle Casse/Enti previdenziali di diritto privato, la Legge di Bilancio prevede che possano rientrare nella Definizione agevolata solo dopo apposita delibera di tali enti creditori pubblicata entro il 31 gennaio 2023 sul proprio sito internet e comunicata, entro la stessa data, ad Agenzia delle Entrate-Riscossione mediante posta elettronica certificata.
Come presentare la domanda
I contribuenti possono presentare la richiesta di adesione alla Definizione agevolata utilizzando il servizio disponibile nell’area pubblica del sito internet della Riscossione (qui), senza dover inserire credenziali di accesso.
Nella sezione apposita si deve compilare il form inserendo i numeri identificativi delle cartelle/avvisi che si vogliono includere nella domanda di adesione, specificando il numero delle rate in cui si intende suddividere l’importo dovuto e il domicilio al quale verrà inviata entro il mese di giugno la comunicazione delle somme dovute.
È poi necessario indicare un indirizzo e-mail al quale verrà inviata la ricevuta di presentazione della domanda ed è obbligatorio allegare la documentazione di riconoscimento.
Dopo aver confermato l’invio della richiesta il contribuente riceverà una prima e-mail all’indirizzo indicato, con un link da convalidare entro le successive 72 ore.
Se la documentazione allegata è corretta, verrà inviata un’altra e-mail con allegata la ricevuta di presentazione della domanda di adesione.
La richiesta può essere inviata anche dall’area riservata del sito internet, accedendo con le credenziali Spid, Cie e Cns, senza la necessità di allegare la documentazione di riconoscimento.
È possibile presentare la richiesta di adesione anche per i carichi già ricompresi in un piano di rottamazione precedente, indipendentemente se tale piano sia ancora in essere o sia decaduto per il mancato, tardivo o insufficiente versamento di una delle relative rate.
L’importo dovuto per la Definizione agevolata delle cartelle potrà essere versato in un’unica soluzione oppure dilazionato in un massimo di 18 rate in 5 anni, con le prime due(di importo pari al 10% delle somme complessivamente dovute) in scadenza al 31 luglio e 30 novembre 2023. Le restanti rate, ripartite nei successivi 4 anni, andranno saldate il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024. In caso di pagamento rateale saranno dovuti dal 1° agosto 2023 interessi al tasso del 2 per cento annuo.
Martina Malavolta
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