3 Maggio 2023
La Tregua Fiscale contenuta nella Legge di Bilancio 2023 (per un approfondimento clicca qui) prevede una serie di misure e agevolazioni che permettono al contribuente di regolarizzare la propria posizione con il fisco, sanando, rottamando o regolarizzando debiti e liti pendenti. Inoltre, è possibile usufruire di un condono parziale o totale dei carichi a ruolo. Scopo delle proposte introdotte è quello di semplificare il lavoro del sistema di riscossioni e di garantire ai cittadini nuove possibilità per estinguere i debiti in modo più semplice.
Tregua fiscale: gli obiettivi
Tre sono gli obiettivi principali fissati dalla Tregua Fiscale:
- cancellazione dei debiti di basso importo (fino a 1.000 euro)
- alleggerimento delle sanzioni per le dichiarazioni dei redditi con errori
- rateizzazione per le cartelle esattoriali non saldate.
L’intento del Governo è quello di fermare l’invio massiccio di cartelle esattoriali che stanno per essere inviate ai cittadini, per importi di miliardi di euro. Si tratterebbe di debiti che difficilmente i cittadini privati, ma anche le imprese, riuscirebbero a saldare.
Vediamo gli obiettivi nel dettaglio.
Cancellazione dei debiti di basso importo
La prima misura consiste nell’annullamento delle cartelle di debito con cifre inferiori a 1.000 euro. É prevista quindi la cancellazione dei debiti di basso importo contratti verso il fisco: dal 2023 le cartelle con importo inferiore a quello sopracitato vengono cancellate totalmente o in modo parziale. Si tratta di piccoli debiti cumulati dai contribuenti in riferimento agli anni precedenti: dalle tasse non pagate a imposte come IMU, ma anche il bollo auto non saldato, o multe stradali. Tale misura riguarda infatti le cartelle precedenti al 2015. Tramite questo intervento, diminuisce la mole di interventi a carico del sistema di riscossione, raggiungendo l’obiettivo del Governo di alleggerire il peso di questi debiti sia per i cittadini che per il fisco.
Alleggerimento delle sanzioni per le dichiarazioni con anomalie
Per quanto riguarda invece le dichiarazioni dei redditi che presentano anomalie, in questo caso possono presentarsi diverse situazioni:
- chi ha presentato una dichiarazione dei redditi con omissioni, riceverà una sanzione del 5% con rateizzazione in due anni
- chi ha presentato una dichiarazione dei redditi regolare fino al 2021 ma non ha pagato le imposte, riceverà solo una sanzione del 3% con rateizzazione in 5 anni
- nel caso in cui sia già stato inviato un avviso di accertamento o siano attivi processi verbali della Guardia di Finanza si pagherà una sanzione del 5% con rateizzazione in 5 anni. Per le irregolarità puramente formali invece, si ipotizza una multa da 200 euro, con pagamento in due rate (al 31 marzo 2023 e al 31 marzo 2024).
Rateizzazioni delle cartelle esattoriali
Al fine di agevolare il pagamento dei debiti da parte dei cittadini è prevista la rateizzazione delle cartelle esattoriali, ovvero la possibilità di pagare a rate i debiti contratti col fisco. I cittadini potranno pagare entro luglio 2023 in un’unica soluzione oppure scegliere il pagamento dilazionato in 18 rate. Di seguito le relative scadenze:
- prima rata entro il 31 luglio 2023
- seconda rata entro il 30 novembre 2023
- altre rate il 28 febbraio 2023, il 31 maggio 2023, il 31 luglio 2023
- ulteriori rate entro il 30 novembre di ogni anno dal 2024.
Liti pendenti
La Tregua Fiscale 2023 permette una definizione agevolata delle liti pendenti di cui è parte l’Agenzia delle Entrate. Le condizioni da rispettare in questo caso riguardano l’invio della domanda, che va presentata entro e non oltre il 30 giugno 2023 per ciascuna lite autonoma pendente. Nella stessa data di invio della domanda si dovrà poi procedere al versamento tramite unica soluzione o al pagamento della prima rata (fino ad un massimo di 20 rate a trimestre) di un importo uguale al valore della controversia. Individuato il valore della lite, a esso bisogna applicare una percentuale, che varia in base grado di giudizio in cui pende la controversia. In questo modo si determinano le somme da versare per sanare il debito. Le percentuali da applicare sono:
- 100%, quando l’Agenzia è risultata vincitrice nell’ultima o unica pronuncia depositata al 1° gennaio 2023 oppure quando il contribuente, a quella data, ha notificato il ricorso all’Agenzia ma non si è ancora costituito in giudizio depositando o trasmettendo il ricorso alla segreteria della Corte di giustizia tributaria di primo grado
- 90%, quando al 1° gennaio 2023 il contribuente si è costituito in giudizio ma la Corte di primo grado non ha ancora depositato una pronuncia e nei casi in cui, sempre a quella data, pendono i termini per la riassunzione a seguito di sentenza di Cassazione con rinvio o pende il giudizio di rinvio a seguito di avvenuta riassunzione
- 40% o 15%, quando c’è soccombenza dell’Agenzia nell’ultima o unica pronuncia depositata al 1° gennaio 2023, a seconda se questa è di primo grado di secondo grado. In caso di accoglimento parziale del ricorso o di soccombenza ripartita tra contribuente e Agenzia, bisogna distinguere la parte di atto confermata da quella annullata: la prima è definibile pagando l’intero importo del tributo al netto di interessi e sanzioni, per la seconda, invece, va versato il 40 o il 15% del valore della lite sul quale l’Agenzia è risultata soccombente nella pronuncia, rispettivamente, di primo o di secondo grado
- 5%, quando al 1° gennaio 2023 la lite è pendente innanzi alla Cassazione e l’Agenzia risulta integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio
Prospetto informativo online
Un’importante novità è il prospetto informativo online, nell’ottica di una maggiore trasparenza della situazione fiscale tra cittadini e fisco. Con questo strumento il cittadino potrà vedere da vicino quali sono i debiti a suo carico su cui si possono applicare meccanismi di definizione agevolata, rottamazione o stralcio. È possibile ottenere questo prospetto:
- tramite e-mail, inviando una richiesta specifica, da cui si riceve un link da utilizzare entro 72 ore
- tramite portale online PID (prospetto informativo online) accedendo con SPID, CIE o CNS
- tramite commercialisti e altri intermediari che possono usare anche Equipro con credenziali Entratel per i propri clienti.
Martina Malavolta
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