Reddito di Cittadinanza: novità in Legge di Bilancio 2022


24 Giugno 2022
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Introdotto nel 2019 come sostegno economico di contrasto alla povertà, il Reddito di Cittadinanza (RdC) subisce nel 2022 una serie di novità, regolamentate dalla nuova Legge di Bilancio. Esse riguardano vari aspetti, dai maggiori controlli, alle riduzioni, alla perdita dello stesso. Non ci sono novità, invece, per quanto riguarda la Pensione di Cittadinanza.

Vediamo nel dettaglio come sono cambiate le cose a partire da gennaio 2022.

Le novità sul Reddito di Cittadinanza 2022

La Legge di Bilancio per il triennio 2022-24 ha introdotto dei cambiamenti circa il Reddito di Cittadinanza; gli articoli 20 e 21 infatti ne rafforzano i controlli contro le situazioni di abuso e ne ridefiniscono alcune condizioni.

Va detto innanzitutto che la Legge di Bilancio rifinanzia il sostegno con circa 1 miliardo annuo dal 2022, cui vanno aggiunti altri fondi (fino a 70 mln) destinati ai Centri per l’Impiego (CPI), per garantire nuove assunzioni al loro interno e il corretto funzionamento del Rdc, e altri ancora (fino a 20 mln) destinati alle politiche attive del lavoro per i giovani fra i 16 e i 29 anni non occupati e non inseriti in nessun percorso di studio o formazione.

Contratti dei navigator

Inoltre la nuova Legge di Bilancio non prevede la proroga dei contratti dei navigator, il cui compito era quello di gestire il Reddito di Cittadinanza. Il loro contratto scadeva a dicembre 2021 e ne è stato previsto un rinnovo solo fino ad aprile 2022, ma sembra tuttavia che ci siano ora per loro degli spiragli occupazionali grazie ad Anpal Servizi. È previsto, infatti, un nuovo contratto a partire da giugno di quest’anno e dalla durata minima di due mesi e massima di cinque.

Agenzie per il lavoro

Un’altra novità riguarda le Agenzie per il lavoro: la Legge prevede infatti che esse possano svolgere attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza, affiancandosi in ciò ai CPI, con lo scopo di favorire l’occupazione dei percettori. Si prevedono inoltre, per incentivare le proposte di lavoro, sgravi contributivi fino al 20% per le imprese che assumono percettori di RdC e il riconoscimento di benefici fiscali per gli intermediari (agenzie private del lavoro).

Prelievo dei contanti

Ancora, una novità riguarda coloro che oltre al Reddito di Cittadinanza percepiscono l’assegno unico: questi infatti possono prelevare una somma di denaro in contanti superiore ai 100 euro moltiplicata per la scala di equivalenza prevista per la generalità dei beneficiari. Tale misura è stata chiarita dall’INPS attraverso la circolare 53 del 28 aprile 2022.

Vediamo più nel dettaglio le novità che riguardano controlli su patrimoni e beneficiari, riduzione del sussidio e obblighi di lavoro.

Controlli più stringenti sui beneficiari e sul patrimonio

Sul Reddito di Cittadinanza arrivano maggiori controlli per contrastare il fenomeno dei furbetti.

Innanzitutto ci saranno controlli sul patrimonio estero, per cui L’INPS definirà (entro il 31 marzo di ogni anno) un piano di verifica dei requisiti patrimoniali dichiarati nelle DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, dell’Agenzia delle entrate e del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, col supporto della guardia di finanza. Il controllo potrà prevedere anche lo scambio di dati con le competenti autorità dello Stato estero.

I controlli sui beneficiari saranno fatti sui requisiti di residenza e soggiorno e verranno effettuati a campione dai comuni con l’aiuto dell’INPS, il cui compito è quello di controllare i dati attraverso le proprie banche dati, e servendosi di una Banca dati condivisa (già prevista ma mai realizzata).

Riduzione del sussidio

Da gennaio 2022 è prevista una riduzione del sussidio in relazione alla mancata accettazione delle offerte di lavoro: infatti nel momento in cui viene si rifiuta un’offerta di lavoro ritenuta congrua, a partire dal mese successivo al rifiuto, l’importo del sussidio viene ridotto di 5 euro per ogni mese (ciò non vale per i nuclei familiari in cui non sono presenti membri tenuti agli obblighi lavorativi; per i nuclei familiari in cui sia presente un minore di tre anni di età o una persona con disabilità grave; per sussidi inferiori a 300 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza). La riduzione, o décalage, viene sospesa quando almeno un membro del nucleo familiare accetta un’offerta di lavoro di durata superiore a un mese continuativo.  

Obblighi di lavoro

Come già detto prima, la domanda per il RdC presuppone la sottoscrizione della DID e dunque la presa in carico dei beneficiari idonei al lavoro da parte dei Centri per l’Impiego e del collocamento, così come il Patto per il Lavoro o il Patto per l’inclusione sociale. La ricerca attiva del lavoro da parte dei beneficiari deve essere verificata presso il Centro per l’Impiego con una frequenza almeno mensile; nel momento in cui ciò non si verifichi, e la mancata presenza agli incontri non sia giustificata con comprovato motivo, scatta in automatico la decadenza del sussidio. I percettori, in pratica, devono recarsi almeno una volta al mese presso i centri e verificare la presenza di offerte di lavoro congrue e, in tal caso, accettarle, pena la perdita del sussidio.

Anche gli obblighi di lavoro diventano più stringenti perché il sussidio decade dopo due, e non più dopo tre (come era invece fino a dicembre 2021), offerte di lavoro rifiutate, e perché le offerte di lavoro si considerano congrue anche con distanze maggiori dalla residenza rispetto a prima. Dunque il beneficio decade quando l’offerta di lavoro viene rifiutata per due volte.

L’offerta di lavoro è ritenuta congrua quando:

  • in caso di prima offerta si trova a ottanta chilometri di distanza dalla residenza del beneficiario o comunque è raggiungibile nel limite temporale massimo di 100 minuti;
  • in caso di seconda offerta si trova sull’intero territorio italiano.

Inoltre, nell’ambito dei Progetti Utili alla Collettività (PUC) i Comuni sono tenuti a impiegare almeno un terzo dei percettori di RdC residenti nel dato comune. Questo tipo di attività è svolta a titolo gratuito e non presuppone nessun rapporto di pubblico impiego con le amministrazioni pubbliche. Questa misura serve per potenziare i Progetti Utili alla Collettività e per impiegare in modo funzionale una parte dei percettori.

Come richiedere il Reddito di Cittadinanza e importo del sussidio

La Legge di Bilancio 2022 non prevede invece nessun cambiamento per quanto riguarda le modalità di richiesta del RdC, per ottenere il quale sarà sempre necessario rivolgersi all’INPS o ai Patronati.

Nessun cambiamento anche per quanto riguarda gli importi; il beneficio continua infatti a comporsi di due parti:

  • un’integrazione del reddito familiare fino ad un massino di 6.000 euro annui (7.560 euro per la PdC) moltiplicati per la scala di equivalenza;
  • un’integrazione del reddito destinata all’abitazione fino ad un massimo di 3.360 euro annui per i nuclei familiari residenti in abitazione in locazione (fino a 1.800 euro annui se il nucleo risiede in una casa di proprietà o in caso di PdC).

L’importo complessivo (ovvero la somma delle due integrazioni) non può superare 9.360 euro annui (780 euro mensili) moltiplicati per la scala di equivalenza.

Per una panoramica dettagliata sul Reddito di Cittadinanza leggi anche Guida al Reddito di Cittadinanza

Martina Malavolta

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