Novità IMU sulla doppia esenzione


24 Ottobre 2022
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Con la sentenza n. 209/2022 della Corte Costituzionale, con relatore Luca Antonini, depositata il 13 ottobre 2022, la Corte Costituzionale ha ristabilito il diritto all’esenzione IMU per ciascuna abitazione principale delle persone sposate o in unione civile, in quanto “nel nostro ordinamento costituzionale non possono trovare cittadinanza misure fiscali strutturate in modo da penalizzare coloro che, così formalizzando il proprio rapporto, decidono di unirsi in matrimonio o di costituire una unione civile”.

Ai fini dell’esenzione IMU, per “abitazione principale si intende l’immobile nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente”. Le due condizioni affinché essa si verifichi sono quindi: dimora abituale e residenza anagrafica; non c’è più, infatti, il riferimento al nucleo familiare, la condizione che le abitazioni siano in due o in un solo comune, la necessità di indicare l’esenzione per una sola abitazione.

Secondo la Consulta tale misura è necessaria perché altrimenti sarebbe discriminato chi decide di sposarsi o di costituire un’unione civile rispetto ai conviventi di fatto.

Infatti, per l’esenzione dall’IMU sulla prima casa, il fatto di “non ritenere sufficiente – per ciascun coniuge o persona legata da unione civile – la residenza anagrafica e la dimora abituale in un determinato immobile determina un’evidente discriminazione rispetto ai conviventi di fatto”, i quali invece “in presenza delle medesime condizioni si vedono accordato, per ciascun rispettivo immobile, il suddetto beneficio”.

Torna così il diritto alla doppia esenzione IMU per i coniugi con residenze in abitazioni differenti, anche all’interno dello stesso comune. È quindi dichiarato illegittimo l’art. 13, comma 2, del decreto legge n. 201 del 2011 che limitava l’esenzione IMU solo alla prima casa, in modo che l’altra venisse valutata come seconda e in quanto tale soggetta all’imposta sugli immobili, e che faceva riferimento al nucleo familiare. Niente IMU, quindi, sulla seconda casa se essa è la residenza di uno dei coniugi.

Restano i requisiti previsti per l’accesso all’esonero, che dovranno però essere considerati in relazione al possessore dell’immobile e non anche al proprio nucleo familiare. D’altro canto, la distinzione ormai è anacronistica, in quanto, spiega la Corte, “dall’aumento della mobilità nel mercato del lavoro, dallo sviluppo dei sistemi di trasporto e tecnologici, dall’evoluzione dei costumi, è sempre meno rara l’ipotesi che persone unite in matrimonio o unione civile concordino di vivere in luoghi diversi, ricongiungendosi periodicamente, ad esempio nel fine settimana, rimanendo nell’ambito di una comunione materiale e spirituale”.

La sentenza della Consulta chiarisce, comunque, che “le dichiarazioni di illegittimità costituzionale (..) non determinano, in alcun modo, una situazione in cui le cosiddette “seconde case” delle coppie unite in matrimonio o in unione civile ne possano usufruire. Ove queste abbiano la stessa dimora abituale (e quindi principale) l’esenzione spetta una sola volta.”

IMU: cosa cambia con la nuova sentenza

Dunque marito e moglie che risiedono in due comuni diversi hanno diritto all’esenzione IMU per entrambi gli immobili, a patto che rispettino davvero il doppio requisito della residenza e della dimora abituale che permette di non pagare l’imposta.

Norme, agevolazioni e fisco quindi si adeguano ai cambiamenti sociali. Per la Consulta la limitazione del diritto all’esenzione alla condizione del nucleo familiare finisce infatti con il penalizzare le famiglie, in contrasto con i principi previsti dagli articoli 3, 31 e 53 della Costituzione.

IMU: a chi spettano i controlli

Sarà ora compito dell’amministrazione verificare se la residenza è vera e non fittizia e se i coniugi risiedono effettivamente in due case separate. Sono pertanto i singoli enti locali a dover accertare che siano rispettate le condizioni per beneficiare della doppia esenzione IMU. La sentenza della Corte Costituzionale mette quindi un punto ad una questione a lungo dibattuta, a tutela della famiglia. Ai comuni il difficile compito di evitare abusi.

Rimborso IMU per i coniugi

Dopo la sentenza è possibile, per i coniugi, chiedere il rimborso IMU per le somme in eccesso pagate negli ultimi cinque anni.

Non ci sono al momento indicazioni ufficiali ma, in ogni caso, il rimborso spetterà ai coniugi in relazione alla maggiore imposta versata negli ultimi cinque anni e quindi, considerando anche l’acconto IMU 2022, si arriva fino al 2017. Per le somme versate dai coniugi a giugno dell’anno in corso sarà in sede di saldo che si potrà eventualmente recuperare l’IMU pagata e non dovuta. Ciò significa che chi è tenuto a pagare l’imposta su un ulteriore immobile diverso dalla propria abitazione principale potrà scontare l’importo dell’acconto IMU pagato sulla casa sede della propria residenza e dimora abituale in sede di versamento del saldo, in scadenza il 16 dicembre. Ciò consentirà di recuperare in tempi veloci e in modo semplice l’imposta versata in eccesso.

In tutti gli altri casi la richiesta di restituzione dovrà essere presentata al Comune, mediante i moduli per le richieste di restituzione degli importi versati in eccesso per errore. In questo caso invece i tempi per la restituzione delle somme potrebbero allungarsi. Stando all’art. 1, comma 164 della legge n. 296/2006, il rimborso IMU dovrà essere richiesto dal contribuente entro cinque anni dalla data di versamento, salvo diverse indicazioni che verranno, in tal caso, fornite.

La verifica per i requisiti, oltre che degli atti comunali, dovrà tener conto delle informazioni rinvenibili dalle bollette. Un compito certo non facile e veloce, e che quindi presuppone tempi non rapidi per l’ottenimento dei rimborsi dell’IMU.

Un supporto arriva da Confedilizia, come segnalato con il comunicato stampa del 14 ottobre. Infatti presso le Associazioni territoriali della Confedilizia, presenti in tutta Italia, sono in corso di costituzione appositi “Sportelli IMU” per fornire consulenza e assistenza ai proprietari interessati dalla misura.

Martina Malavolta

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