9 Gennaio 2023
Brutte notizie per gli automobilisti che nel 2023 devono fare i conti con gli aumenti dei pedaggi autostradali, oltre a quelli previsti per il carburante. L’aumento tuttavia non è globale su tutte le tratte, e questo “dovrebbe” consolare una parte di coloro che quotidianamente deve percorrere le autostrade italiane.
Come stabilito infatti da una nota del MIT (Ministero delle Infrastrutture), dal 1° gennaio 2023 viaggiare sulla rete autostradale, o meglio su alcuni tratti di questa, sarà più costoso, in quanto il MIT, di concerto con il MEF, ha autorizzato l’aumento dei pedaggi.
La nota specifica che non si tratta di un incremento in un’unica soluzione, ma che ci saranno incrementi graduali delle tariffe, che scatteranno dunque nel corso dell’anno ma non su tutte le tratte autostradali. Da gennaio si verifica un incremento del 2%, con un altro incremento dell’1,34% che scatterà a partire dal 1 luglio prossimo.
Secondo il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, gli automobilisti italiani devono “ritenersi soddisfatti”, in quanto, ha sottolineato, si tratta di un aumento inferiore alle previsioni del 5%. Inoltre gli italiani, ha continuato, potranno beneficiare di una situazione migliore di quella di diversi altri paesi europei. Ad esempio in Spagna è previsto un incremento del 4%, mentre in Francia del 4,75% (dove, tra l’altro, c’è già stato un aumento delle tariffe anche nel corso del 2022, pari al 2%). Salvini ha poi sottolineato che nel nostro paese gli incrementi sulle tratte interessate sono inferiori all’inflazione.
Del resto, va detto che i rincari dei pedaggi autostradali erano attesi da tempo. Al riguardo, AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) ricorda che in Italia è dal 2018 che i pedaggi autostradali non subiscono alcun incremento, diversamente da quanto previsto dalla normativa vigente. Infatti nel 2022, sul 98% degli oltre 6mila chilometri di rete autostradale a pedaggio, non sono stati effettuati aumenti, grazie all’intervento del Governo Draghi, fatta eccezione per la tratta A21 Piacenza-Brescia gestita da Autovia Padana (gruppo Gavio), dove si è registrato un incremento del 5,45%.
Ecco che dunque, scaduto il 31 dicembre scorso il provvedimento con cui era stato posto un blocco all’aumento delle tariffe e con cui erano state applicate quelle vigenti alla data del 31 dicembre 2017, aumentano i pedaggi su tutte le arterie di competenza di Autostrade per l’Italia.
Pedaggi: dove aumentano
Nello specifico il Ministero comunica che questi aumenti riguardano i pedaggi sulle tratte di competenza di Autostrade per l’Italia (Aspi), ovvero circa il 50% della rete nazionale a pedaggio (3mila chilometri su 6mila).
Alcune tra le tratte più trafficate gestite da Aspi sono:
- Autostrada A1 Autostrada del Sole (Milano-Napoli)
- Autostrada A4 Serenissima (Milano Fiorenza-Brescia ovest)
- Autostrada A7 Autostrada dei Giovi/La Serravalle (Serravalle Scrivia-Genova ovest)
- Autostrada A8 Autostrada dei Laghi (Milano-Varese)
- Autostrada A8/A26 Diramazione Gallarate
- Autostrada A9 Autostrada dei Laghi (Lainate-Ponte Chiasso)
- Autostrada A10 Autostrada dei Fiori (Genova-Savona)
- Autostrada A11 Autostrada Firenze-Mare (Firenze-Pisa nord)
- Autostrada A13 Autostrada Bologna-Padova (Bologna-Padova)
- Autostrada A14 Autostrada Adriatica (Bologna-Taranto)
Ecco alcuni esempi di nuove tariffe 2023 per i veicoli di classe A (le comuni automobili e i motocicli): Milano Sud – Roma Nord: 42,60 euro; Milano Sud – Bologna Casalecchio:15,70 euro; Torino Rondissone –Milano Ghisolfa: 17,50 euro; Milano Sud – Firenze Sud: 24,10 euro; Milano Sud – Napoli Nord: 58,20 euro; Roma Est – Napoli Nord: 16,80 euro; Napoli Est – Canosa: 15,30 euro; ecc.
Pedaggi: dove non aumentano
Come detto sopra, c’è un 50% di tratte escluse da questo aumento dei pedaggi. Il MIT evidenzia, infatti, che non sono previsti aumenti dei pedaggi per una serie di tratte autostradali gestite da altre società.
A tal proposito, è confermato con una comunicazione ufficiale lo stop agli aumenti sulle Autostrade A24/A25 Roma-L’Aquila Teramo e Diramazione Torano-Pescara. Il Ministero fa sapere che si stanno facendo approfondimenti per un’eventuale riduzione.
Non si registrano, poi, rincari per le società con aggiornamento del piano economico in corso, ovvero: Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.A., Milano Serravalle, Società Autostrada Ligure Toscana p.A. – Tronco Autocisa, Società Autostrade Valdostane S.p.A., Tangenziale di Napoli S.p.A., Autostrada dei Fiori S.p.A. – A6, Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus S.p.A., Società Autostrada Tirrenica p.A., Raccordo Autostradale Valle d’Aosta S.p.A, e Concessioni Autostradali Venete S.p.A.
Nessun incremento nemmeno per le società con concessione scaduta, ovvero: Autostrada del Brennero S.p.A, Società Autostrada Ligure Toscana p.A. – A12 Tronco Ligure Toscano -, Autovie Venete S.p.A., SATAP S.p.A. – Tronco Torino, Alessandria, Piacenza, Autostrada dei Fiori S.p.A., Società per Azioni Autostrada Torino-Ivrea-Valle D’Aosta.
Nessuna variazione nemmeno per la BreBeMi, la Pedemontana Lombarda, la Strada dei Parchi Spa, e il Consorzio per le autostrade siciliane.
Martina Malavolta
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