Legge di bilancio 2023: cosa prevede la manovra


2 Dicembre 2022
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Il 25 novembre Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato il Documento programmatico di bilancio per il 2023 (DPB) inviato alla Commissione europea e al Parlamento italiano. Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno della Legge di bilancio 2023 (con un testo si compone di più di 150 articoli) che è arrivato alla Camera il 28 novembre, e il cui di approvazione deve concludersi entro il 31 dicembre. É in programma venerdì 2 dicembre, alle ore 14, l’audizione del Ministro Giorgetti presso le commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Le misure contenute nella manovra ammontano a quasi 35 miliardi di euro. Come nella Nota di aggiornamento, ritroviamo nella Legge di Bilancio i 21 miliardi di deficit aggiuntivo dal 3,4% del PIL previsto al 4,5% definitivo. Quasi tutto l’extra deficit sarà utilizzato per far fronte al caro energia, con l’intento di aiutare chi è stato maggiormente colpito dall’aumento dei costi.

Il testo finale, presentato in Parlamento dal Governo Meloni, contiene tutte le misure economiche aggiuntive che il governo vuole introdurre nel prossimo anno, tra cui: contrasto al caro energia, incentivi per le assunzioni, sostegni a imprese e famiglie.

Le reazioni dei mercati

La manovra è mossa da prudenza e da un’equilibrata valutazione dello scenario macroeconomico, con una previsione di crescita allo 0,6%. E i mercati sembrano aver apprezzato.

La maggior parte delle risorse servirà a prolungare molte misure già in vigore (il disegno complessivo sembra dunque ricalcare, in parte, i principi del precedente governo, pur aprendo la strada a interventi in in direzione opposta) che servono a contenere gli effetti dei rincari dell’energia. Solo un terzo dei soldi è servito a finanziare alcune misure promesse dalla maggioranza, come la flat tax e una nuova quota per le pensioni.

La Legge di Bilancio approvata dal Governo Meloni è esattamente la rappresentazione dell’immagine che il nuovo Governo vuole dare di sé: fiscalmente responsabile (per rassicurare gli investitori internazionali) e vicina al suo elettorato di riferimento (alcune misure sono funzionali a rassicurare gli elettori circa le promesse elettorali).

La manovra, così come è stata studiata, risponde alle esigenze di tenere sotto controllo il giudizio degli investitori sui mercati finanziari, non creare tensioni con la Commissione Europea, e facilitare l’approvazione del testo in Parlamento, evitando tensioni con l’opposizione (esigenza particolarmente importante dati i tempi stretti, dovuti al fatto che il governo di Meloni si è insediato da poco).

Cosa prevede la Legge di Bilancio

Due terzi della Legge di Bilancio sono finanziati in deficit, ossia aumentando il debito pubblico, mentre la restante parte è finanziata riducendo altre spese e aumentando alcune tasse.

La priorità è stata data alle misure a sostegno di famiglie e imprese per affrontare i rincari dell’energia. La misura che prevede di rifinanziare solo fino a marzo tutti gli aiuti attualmente in vigore (come i crediti d’imposta per le imprese e il taglio delle accise sui carburanti) costa circa 21 miliardi dei 35 totali della manovra. La restante parte è servita per le poche misure veramente identitarie della nuova maggioranza.

Oltre all’extra deficit di 21 miliardi, degli altri 14-15 miliardi, che servono per finanziare le misure, non ci sono indicazioni precise. Tra le coperture ci sono due voci, ovvero “altre entrate” pari a 6,3 miliardi e “tagli ad altre spese” pari a 7 miliardi (per un totale di 13,3 miliardi). Per ora c’è la norma sugli extraprofitti (che prevede un aumento della tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche fino al 31 luglio 2023, e dall’attuale aliquota del 25% si passerà al 35% nel 2023) che dovrebbe garantire un importante contributo anche se resta un’incognita.

Altre risorse per circa due miliardi si dovrebbero recuperare dai tagli al Superbonus, al Reddito di Cittadinanza e alle pensioni più alte.

Per quanto riguarda il caro bollette, come detto prima, gli aiuti coprono solo il primo trimestre 2023. Se la situazione non dovesse ristabilirsi bisognerà intervenire nuovamente. Per quanto riguarda l’inflazione, se dovesse confermarsi a questi livelli, renderebbe gli stanziamenti sui comparti scuola e sanità probabilmente non sufficienti.

Pensioni e opzione donna

Per quanto riguarda le pensioni viene confermata la Quota 41, ovvero 62 anni di età e 41 di contributi, rinominata “pensione anticipata flessibile”. Il valore della pensione ottenuta non potrà superare cinque volte quello delle pensioni minime, fino al raggiungimento dell’età pensionabile. Sono confermati gli incentivi per chi decide di continuare a lavorare nonostante abbia maturato i requisiti per l’anticipo. L’adeguamento delle pensioni entrerà in vigore per il biennio 2023-2024.

Per quanto riguarda Opzione donna (misura introdotta nel 2004 dal governo Berlusconi e che prevede la possibilità per le lavoratrici dipendenti di andare in pensione a partire dai 58 anni di età con 35 anni di versamenti contributivi, a patto che la quota di pensione che andrebbe calcolata con il sistema retributivo venga ricalcolata con il metodo contributivo. In questo modo le donne possono smettere di lavorare qualche anno prima accettando una pensione di poco inferiore) inizialmente il Governo aveva previsto una serie di modifiche, come l’agevolazione per le donne con figli (ovvero la possibilità di farne richiesta a 59 anni con un solo figlio e a 58 con due o più figli). L’idea ha fatto storcere il naso a molti (economicamente, in quanto sostenere tale agevolazione costerebbe molto di più; ideologicamente, in quanto escluderebbe quelle donne che per scelta o meno non hanno figli) e dunque al momento sembra prevalere l’idea di tornare alla formulazione originale.

Fisco e contanti

La Legge di Bilancio estende la platea che beneficia della tassazione agevolata sui redditi dei lavoratori autonomi, e potranno beneficiare dell’aliquota agevolata del 15 per cento (flat tax) i lavoratori autonomi con redditi fino a 85 mila euro (dai 65 mila attuali). Tuttavia i lavoratori autonomi sono quelli che evadono più IRPEF, per cui anche su questo fronte ci sono molte perplessità.

Inoltre il Governo ha inserito nella manovra l’aumento del tetto all’uso del contante (la soglia oltre la quale sono proibite le transazioni in contanti) da 2 mila a 5 mila euro, e ha innalzato da 30 a 60 euro la soglia sotto la quale esercenti e professionisti non sono più costretti ad accettare pagamenti digitali. Anche qui ci sono state molte critiche dovute al fatto che, secondo molti, entrambe queste misure favoriscono i pagamenti in contanti, ossia quelli non tracciabili, con conseguente maggiore possibilità di evasione fiscale.

(Per un approfondimento clicca qui)

Secondo la destra maggioranza, invece, incentivare l’uso del contante consentirebbe all’Italia di restare competitiva con quei paesi che hanno un limite più alto del nostro e andrebbe a favore delle fasce più povere. La destra, con questa legge di bilancio, sembra lanciare un segnale alle persone con partita IVA, alle piccole imprese e agli esercenti, a cui intendono assicurare la massima libertà di operare, anche con i contanti.

Sanità nella Manovra di Governo

Il governo è stato accusato di aver fatto troppo poco in ambito sanità e scuola.

Nel disegno della Legge di Bilancio vengono destinati alla Sanità due miliardi aggiuntivi all’anno per il prossimo biennio 2023-2024. Per il 2023 un miliardo e mezzo sarà utilizzato per il caro energia, 600 milioni invece sono destinati a coprire i costi legati alla pandemia per l’acquisto di vaccini e famarci anti-Covid, 150 milioni per le farmacie per il rimborso dei farmaci mutuabili, e 50 milioni per un piano di ricerca contro la resistenza dagli antibiotici. Si tratta comunque di misure già previste, quindi nessun investimento aggiuntivo. Nulla invece per le strutture e per il personale sanitario.

Per quanto riguarda la scuola, è previsto, con tutta probabilità, il cosiddetto “dimensionamento” della rete scolastica. Esso prevede la fusione e la soppressione di scuole per rendere gli istituti rimanenti più efficienti e per far fronte al calo demografico dei bambini. Secondo le prime stime questo porterebbe a una perdita di 700 istituti, e di 400 presidi l’anno da qui al 2032.

Reddito di cittadinanza

La bozza conferma il processo di abolizione del reddito di cittadinanza. Dal 1 gennaio 2023 alle persone tra 18 e 59 anni (abili al lavoro ma che non abbiano nel nucleo disabili, minori o persone a carico con almeno 60 anni d’età) è riconosciuto il reddito nel limite massimo di 8 mensilità invece delle attuali 18 rinnovabili. È inoltre previsto un periodo di almeno sei mesi di partecipazione a un corso di formazione o riqualificazione professionale. In mancanza, il beneficio decade, così come nel caso in cui si rifiuti la prima offerta di lavoro congrua. Il reddito di cittadinanza sarà abrogato il 1 gennaio 2024 e sarà sostituito da una nuova riforma. Il Governo prevede un ritorno economico di 734 milioni per il 2023. I risparmi, secondo quanto sostenuto, dovrebbero essere destinati a fondo che finanzierà la riforma complessiva per il sostegno alla povertà e all’inclusione.

Altre misure

Per quanto riguarda il PNRR è previsto un incremento del 10% dei fondi assegnati agli enti locali finanziati con lo stesso, in relazione alle gare delle opere pubbliche avviate nel 2023.

Per quanto riguarda Flat tax essa viene estesa al 15% alle partite Iva con ricavi tra 65 e 85mila euro all’anno.

Per quanto riguarda le sigarette le accise salgono ed equivalgono a circa 70 centesimi a pacchetto.

Ancora, vengono detassate le mance per i camerieri e sono prorogate per il prossimo anno le garanzie sui mutui prima casa per i giovani under 36 con un Isee che non supera 40 mila euro.

Per quanto riguarda la “tregua fiscale” sono state definite otto modalità di regolarizzazione (tra cui lo stralcio delle cartelle sotto 1000 euro fino al 31 dicembre 2015 e la rateizzazione e la riduzione delle sanzioni per le cartelle 2019/20/21). Tutte misure definite dal Governo “di dialogo” e di “buon senso” nel rapporto cittadino-stato.

Ancora, nella bozza vengono stanziati 500 milioni di euro destinati ai Comuni per l’acquisito di beni alimentari di prima necessità (pane, pasta, latte e così via) per sostenere le famiglie con un Isee fino a 15mila euro (card spesa).

Inoltre, è prevista la riduzione dell’Iva al 5% su assorbenti e prodotti per l’infanzia (pannolini, cibo e seggiolini per auto).

Per quanto riguarda il lavoro occasionale, viene innalzata la soglia di reddito annuale entro la quale si è considerati lavoratori occasionali, passando da 5.000 a 10.000 euro.

Conclusioni

Così come nella bozza, la Legge di Bilancio per il prossimo anno non porterà grandi sconvolgimenti. Il Governo Meloni si è dovuto limitare a inserire qualche provvedimento per accontentare in parte il suo elettorato.

È però probabile che dal prossimo anno la maggioranza di governo dovrà fare i conti con le costosissime misure che ha promesso in campagna elettorale, come una vera e propria flat tax e il superamento della legge Fornero.

Martina Malavolta

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